La costiera amalfitana è famosa in tutto il mondo per i suoi paesaggi magici arroccati in montagna che somigliano ad un presepe e per il suo mare cristallino. C’è però un altro tesoro che dà lustro alla costiera amalfitana: la Valle delle Ferriere.

Cos’è la Valle delle Ferriere e perché si chiama così

La Valle delle Ferriere nasce nel cuore dei Monti Lattari ed è un luogo davvero unico al mondo, che sembra essersi staccato direttamente dal paradiso dell’eden per poi precipitare in un angolo della costiera amalfitana. Lungo il percorso è possibile incontrare i ruderi delle antiche ferriere, che rifornivano di ferro l’antica Repubblica Marinara di Amalfi e che danno il nome alla valle. I viandanti visitando questa verdissima area possono trovare cascate, alberi e piante secolari, varie specie di animali e percorsi d’acqua che rendono l’esplorazione fresca e piacevole. La zona più interessante della valle è la Riserva Naturale Orientata, che ospita la straordinaria felce gigante “Woodwardia radicans” che risale addirittura all’epoca pre-glaciale. La specie animale più singolare e rara è invece la salamandra pezzata, detta anche salamandra con gli occhiali. L’intero ecosistema della valle rappresenta qualcosa di unico e speciale, grazie anche alla sua particolare posizione geografica che la protegge dai venti freddi settentrionali e ne favorisce l’esposizione al Sud.

Le Cartiere della Valle

Lungo il sentiero tra boschi e ruscelli è possibile anche imbattersi nelle cartiere, che iniziarono a sorgere al posto dei mulini a cavallo tra il XII ed il XIII secolo. All’interno delle cartiere si produceva una carta ricavata dalla macerazione degli stracci di cotone, di lino e di canapa. La tecnica utilizzata proveniva dalla Cina, fu importata dagli Arabi e perfezionata proprio dagli artigiani amalfitani. La carta amalfitana, detta anche carta bambagina, divenne così pregiata grazie alle sue rare filigrane che Federico II nel 1220 ne vietò l’utilizzo per gli atti pubblici. Nel 1700 l’attività cartiera amalfitana raggiunse il suo massimo splendore, ma nel 1800 iniziò il lento declino a causa della mancata meccanizzazione della produzione. Delle 16 cartiere ne è rimasta attiva solo una, la Cartiera Amatruda, mentre le rimanenti (Cartiera De Luca, Cartiera Lucibello-Confalone, Cartiera Marino ecc.) sono state abbandonate lungo il Corso del Canneto. Chi lo desidera può visitare il Museo della Carta nella Valle dei Mulini, dove vengono custoditi i macchinari ed i prodotti della lavorazione della carta.

I trekking

Gli amanti del trekking che vogliono visitare questo angolo di paradiso possono intraprendere due percorsi: il sentiero n. 325 Amalfi-Piazza Flavio Gioia ed il sentiero n. 323a Pontone-Piazza San Giovanni. Il sentiero 325 lungo 3,2 km ha un’altitudine minima di 5 m e massima di 288 m, con un dislivello in salita di 301 m ed in discesa di 18 m. Il livello di difficoltà è pari ad E mentre il tempo di percorrenza è di circa un’ora. Piazza Flavio Gioia di Amalfi rappresenta il punto di partenza e di arrivo del percorso. Il sentiero 323a presenta un livello di difficoltà E, con un’altitudine minima di 244 m e massima di 288 metri. Il percorso, lungo 1,7 m, presenta un dislivello minimo in salita di 112 m ed in discesa di 74 m. Il percorso dura circa 30 minuti, inizia da Piazza San Giovanni di Pontone di Scala e si conclude al rudere della Ferriera.